Quegli anni in appartamento

di Michela Casadei

L’università e gli anni da studente. La vita in appartamento, le feste, i luoghi storici, i ricordi indelebili.

Ecco il racconto di Altin Bali, laureato in Giurisprudenza, conosciutissimo nell’ambiente del campus, non solo tra le ‘vecchie’ leve, ma anche tra gli ultimi arrivati; uno di quelli che l’università a Ravenna se la porterà sempre nel cuore.

Altin oggi

Altin oggi

“Sono arrivato nel 2004 dall’Albania, il mio paese di origine, per studiare Giurisprudenza. Inizialmente mi ospitavano alcuni parenti. Poi si sono trasferiti in un’altra città e io ho trovato alloggio negli appartamenti di Flaminia in via Le Corbusier.

Fu la mia fortuna, furono anni duri ma fantastici.

Duri perché dovevo guadagnarmi ogni centimetro della mia vita da studente: ogni anno era terribile districarsi nella giungla della burocrazia per ottenere il permesso di soggiorno. Stessa storia anche se meno complicata per avere la borsa di studio. Poi dovevo mantenermi.  Sono stato cameriere, bagnino, commesso al mercato, ho fatto fino a tre mestieri contemporaneamente, ho lavorato al porto, colto ogni occasione che mi consentiva di conciliare le lezioni di giorno e guadagnare qualcosa nei week end o la sera.

Fantastici perché fra quelle mura ho trascorso gli anni migliori della mia esperienza a Ravenna. A quel tempo non c’era nulla a Ravenna per noi studenti: niente di quello che gli studenti di oggi hanno per divertirsi. No aperitivi, no serate, associazioni studentesche come Kartoffel o simili. Mi fa sorridere sentire chi si lamenta che a Ravenna non c’è niente da fare. Allora sì che Ravenna non offriva veramente nulla, Kojak e nient’altro.

Per questo gli studenti si organizzavano in casa. E il nostro appartamento diventò subito un punto di riferimento. Funzionava più o meno così: si raccoglievano i soldi, 3-4 euro a testa, e poi tutti a far la spesa all’Iper. In genere pasta, salsiccia, patate e ovvio il vino, il più ‘scrauso’ che c’era. In via Le Corbusier bastava poco per passare serate indimenticabili.
Tutte le occasioni erano buone per festeggiare. Arrivava un nuovo studente nell’appartamento? Si tornava dal week end a casa e volevi condividere le lasagne della mamma? Qualcuno compiva gli anni? Iniziava l’anno accademico? Era Halloween? Si avvicinava Natale?

Festa di compleanno

Festa di compleanno

Balli in casa

Balli in casa

Alcune feste sono rimaste storiche: una in particolare, quella per festeggiare il mio compleanno non la dimenticherò mai. La casa era letteralmente invasa di ragazzi, continuavano a suonare il campanello e a salire. Ogni volta la parola d’ordine era: ‘Siamo i carabinieri’ e noi ‘Salite pure’. Finché i carabinieri non sono arrivati davvero e quella non fu neppure l’unica volta!

 

E quante volte Melissa Giuliani è arrivata a ‘soccorrerci’, quante volte si è subita le lamentele del vicinato e rimediato i nostri guai! Anche lei per noi è un pezzo della nostra storia all’università.

Poi c’era il mitico Carattoni, ‘tuttofare’ che Fondazione Flaminia ci inviava per ogni problema tecnico in casa. C’era da spostare un armadio, prelevare una lavatrice, scaricare un letto? Ci pensava lui. Peso piuma, taglia petite, di età indefinibile, ma di certo over, non riuscivamo a capacitarci di come potesse riuscirci…che ridere.

E se l’appartamento mi è rimasto nel cuore, c’era anche un altro luogo simbolo per noi studenti universitari in quegli anni: la Classense, il mio spazio magico a cui devo più di un esame superato e con una media da andare fiero. La biblioteca Classense era il tempio dello studio, il punto di ritrovo di tutti gli studenti, praticamente una seconda casa, una seconda famiglia, la nostra famiglia, degli studenti a Ravenna.

Infine la sede di Giurisprudenza. A Ravenna è un grande college. Non mi sono mai sentito un numero qui. C’erano lezioni con venti studenti, i docenti ti conoscevano e ti chiamavano per nome, rispondevano alle tue domande, si trattenevano a discutere sulle materie, tutti erano disponibili, dalla segreteria ai prof. E quando al ‘Redenti’ di Bologna ho fatto la specializzazione, ho avuto la prova che i laureati di Ravenna non hanno niente di meno di quelli dell’ateneo centrale.

Il giorno della Laurea

Il giorno della Laurea

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Michela Casadei