Il seminario “Gusto tra biologia e cultura: un dialogo multidisciplinare”, promosso dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, propone una riflessione a più voci su uno dei tratti umani più complessi: le scelte alimentari.
La selezione del cibo garantisce la nutrizione e stabilisce un legame profondo con l’ambiente e le comunità. Se da un lato il senso del gusto, l’olfatto e la chemestesi hanno guidato l’evoluzione umana nel distinguere le fonti nutritive da quelle tossiche, dall’altro le preferenze alimentari individuali e collettive restano un fenomeno articolato. Le correlazioni tra variazioni genetiche e gusto si intrecciano con percezioni sensoriali complesse, memoria, emozioni e retroterra socio-culturale.
Per analizzare questo intreccio tra genotipo, fenotipo e comportamenti sociali, il seminario vedrà il contributo di esperti provenienti dal mondo della ricerca scientifica, della storia e della divulgazione tra cui Davide Risso (Antropologo molecolare, Direttore scientifico nel settore alimentare) che analizzerà come l’evoluzione ha modellato il nostro palato, Antonio Puzzi (Responsabile comunicazione interna Slow Food Italia) con la relazione “Mediterraneo, il gusto dell’altro”, e Massimo Montanari (Professore Emerito di Storia medievale, Università di Bologna) che affronterà il tema “Il gusto come prodotto storico-culturale: il caso dell’amaro”.
Data:
1 ottobre dalle 11 alle 13
Sede:
Palazzo Corradini, Aula Muccioli
Organizzatore/Comitato scientifico:
Donata Luiselli ed Elisabetta Cilli, Antropologia molecolare e Paleogenetica, a DNA Lab, Dipartimento di Beni culturali
Relatori:
Davide Risso Antropologo molecolare , Direttore scientifico nel settore alimentare
QUESTIONI DI GUSTO: COME L’EVOLUZIONE HA MODELLATO IL NOSTRO PALATO
Antonio Puzzi, Responsabile comunicazione interna Slow Food Italia
MEDITERRANEO, IL GUSTO DELL’ALTRO
Massimo Montanari Prof. Emerito , Storia medievale , Università di Bologna
IL GUSTO COME PRODOTTO STORICO-CULTURALE: IL CASO DELL’AMARO