Il mosaico della felicità

di Yana Meisner

“Se vuoi essere felice, comincia ad essere felice!” Alessio Tolstoj

La vita a Ravenna mi ha insegnato una cosa importantissima: la capacità ad apprezzare e amare le piccole cose della vita quotidiana.
Qualcuno ha detto, che la felicità non è un livello della vita o un posto sulla mappa geografica, ma la propria scelta di essere felice, ed io condivido questa opinione.
Secondo me, la felicità è un mosaico formato dalla combinazione di momenti, quotidianità e particolari invisibili della nostra vita, uniti da quel collante che è la nostra capacità di saperli notare e percepire.

Qui, a Ravenna ho scoperto tante cose che mi rendono più felice.
Ogni mattina mi sveglio con il cinguettio degli uccelli, che cantano cosi forte che un giorno la mia coinquilina mi ha detto di non aver dormito bene. Per lei forse è un  disturbo, ma per me è veramente un piacere, perché nel centro storico di San Pietroburgo, dove vivevo prima, non si sentono suoni naturali: ci sono solo dei rumori assordanti come quelli delle auto.

Appartamento via Nino Bixio

Mi piace anche il nostro salotto con le finestre grandi, dove amo osservare i raggi del sole la mattina: quando si entra tra le finestre e la camera si riempie di luce ambrata, riflessa dalla superficie di un’opera di ‘arte contemporanea’ appesa al muro. In realtà la mia attenzione lascia a desiderare, perché mi sono serviti più di due mesi per notare che questo capolavoro geniale è solo la carta da imballaggio di un grandissimo uovo di Pasqua… Come si dice: “Tutto quello che geniale, è semplice”.

Un’altra tessera della mia felicità è la possibilità a fare cose creative, provare attività nuove.
Così, a Ravenna ho iniziato a dipingere.
Un giorno sono entrata sulla nostra terrazza e ho visto una mia coinquilina seduta davanti al mio quadro sperimentale, che avevo dipinto il giorno prima. L’ho trovata con lo sguardo sorpreso e pensieroso. Non mi sentivo a mio agio, perché in realtà non so dipingere, e per me è stata solo una prova, invece lei è una studentessa di Restauro, conosce molte cose sulla pittura. Dopo lungo silenzio, in cui mi sentivo in imbarazzo, Anna ha detto: “Si. Mi piace questo quadro! L’hai dipinto tu?”

la mia coinquilina e il quadro

Poi abbiamo avuto una interessantissima chiacchierata sulla terrazza, che è durata senza pause più di cinque ore. Tutto è iniziato con la mia richiesta di spiegarmi come si usa una moca e come preparare il caffè vero e proprio italiano. Ho deciso di imparare a farlo dopo il mio viaggio a Genova, quando la madre di una mia amica mi ha regalato una bellissima tazza tedesca e un pacco di buon caffè. Anna gentilmente mi ha prestato la moca e mi fa fatto una lezione pratica. Per ringraziarla ho portato i dolci, e così abbiamo parlato sulla nostra terrazza tutta la serata, osservando, come cambiano i colori del cielo dall’azzurro con le nuvole d’avorio, attraverso tutta la palette dicolori del tramonto, al nero profondo della notte illuminato dalle luci delle stelle.
Grazie a questa chiacchierata abbiamo scoperto molti punti in comune e siamo diventate più amiche.

Sì, le chiacchierate filosofiche, come quella con Anna, sono una parte necessaria del mio mosaico di felicita, e l’ho trovato qui, proprio a casa mia.

La gatta

E recentemente, proprio sulla nostra terrazza ho conosciuto una misteriosa gatta nera con gli occhi enormi e lo squadro profondissimo. E’ la gatta dei nostri vicini. Quasi ogni notte viene da noi, ma scappa sempre, appena ci vede. Un giorno non riuscivo a prendere sonno e con la testa piena di pensieri pesanti e inutili (che a volte mi vengono senza ragione) sono entrata sulla terrazza. Anche la gatta è stata lì, e mi sembra, che quella notte lei abbia capito che non volevo restare da sola, e per la prima volta è rimasta con me. Ho avuto un impressione, che la gatta abbia letto tutti i miei pensieri e senza voce mi abbia dato i consigli, che sono venuti nella mia menta la mattina dopo… Sono convinta, che durante la serata con la mia coinquilina questa gatta nera abbia ascoltato di nascosto i nostri discorsi, perché sembrava che mi conoscesse bene e mi capisse perfettamente. Abbiamo trascorso l’una davanti all’altra circa un’ora e dopo questa conversazione silenziosa, mi sentivo come dopo la chiacchierata lunga con un’amica stretta.

Mi sono un po’ allontanata dal tema di mio articolo…la felicità…

Allora, insomma, secondo me, la felicità non è un momento di gioia, ma uno stato d’animo permanente, più profondo e complicato. Ad esempio, questa storia con la gatta nera sulla terrazza è un ottimo esempio di quando il mosaico della vita si riempie di tessere nere che non compromettono la felicità, anzi accentuano le tessere chiare e colorate, e tutto sembra anche più bello e equilibrato.

Auguro a tutti di trovare il proprio modo di essere felice, raccogliere insieme le piccole cose del loro grande mosaico di felicità…

Sì, la felicità è un mosaico; la capacità di essere felice è l’arte.

P.S. E voi… Avete mai pensato alle vostre tessere di felicità?

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Michela Casadei